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Viaggio nella vita dei Porti

Attorno al primo secolo avanti Cristo la città di Ravenna si ubicava direttamente sulla linea di costa, a sud di essa esisteva un'area lagunare, le terre subito a ridosso del mare erano asciutte e di origine dunare e nell'entroterra la giacitura dei terreni si abbassava e dava luogo a tracimazioni ed ambienti palustri. Questa presenza di acque fluenti attorno alla città fu il fattore decisivo e favorevole, nel I secolo d.C., alla localizzazione del porto e della base militare della flotta d'oriente di Roma (quella con giurisdizione sul Mediterraneo occidentale era invece ubicata a Miseno) da parte dell'imperatore Augusto.

Da Plinio sappiamo che il Po veniva fatto deviare fino a Ravenna con una "Fossa Augusta"; la notizia è confermata dalle ricerche stratigrafiche che hanno individuato il percorso di un ampio canale, per lungo tratto banchinato, che giungeva da nord attraversando la città lungo le direttrici delle attuali vie Sant'Alberto, di Roma e Cesarea e sfociava nella rada interna al porto militare di Classe. La presenza di acque fluenti e di flussi marini che impedivano l'accumulo di fondi melmosi, dunque, facevano di Ravenna un sito ottimale per la realizzazione di un porto, grazie anche ai vasti bacini che rendevano possibili sia gli attracchi delle navi, sia i collegamenti interni tramite il sistema viario ed endolagunare. Secondo gli studi più recenti, il sistema portuale era imperniato su di un canale artificiale; esso tagliava in senso est-ovest il lungo cordone di dune sabbiose che in epoca antica divideva Ravenna e le lagune interne dal mare e metteva in collegamento quest'ultimo con un grande invaso vallivo bonificato e regolarizzato a scopi portuali utilizzando scarichi di macerie per il consolidamento degli argini. Il canale aveva un andamento curvo e si divideva in due rami, formando un'isola: quello secondario, si piegava leggermente verso sud per poi ricongiungersi al ramo principale, che invece proseguiva verso Ravenna.

A sud della città, dopo aver fiancheggiato la zona di Cesarea, il canale si allargava formando un bacino nel quale confluivano anche le acque della Fossa Augusta e del fiume Padenna, un corso d'acqua che attraversava Ravenna da nord a sud. Questo bacino era poi collegato ad un altro invaso più interno, che si trovava ad ovest, nella zona in cui nel 43 d. C. l'imperatore Claudio fece costruire Port'Aurea. L'imboccatura a mare del canale, larga circa 80 metri, era situata a est dell'attuale via del Muro Lungo ed era spostata otto chilometri più all'interno rispetto alla linea di costa odierna. Alle sue estremità erano collocati due moli foranei, la realizzazione dei quali causò un fenomeno di erosione, rendendo necessaria la costruzione di murazzi di protezione. Le banchine che fiancheggiavano il canale portuale proteggendone le sponde furono costruite in legno o in laterizio, a seconda delle zone e delle epoche di realizzazione. Non resta invece traccia, né è stato possibile individuare la localizzazione del faro menzionato da Plinio nella Naturalis Historia. Di incerta ubicazione erano anche i castra in cui erano sistemati i classiari, che comprendevano anche gli alloggi per gli ufficiali e gli spazi per il culto; sicuramente erano poi presenti altre strutture importanti per i Romani, come gli edifici termali ed altre ancora indispensabili per il porto, come i cantieri, le officine, le dispense, le armerie, i depositi e i magazzini. I numerosi studi condotti per stabilire l'esatta ubicazione del porto romano non hanno portato a conclusioni certe.

È possibile che il settore principale dell'area portuale si sia sviluppato, almeno inizialmente, in corrispondenza dell'invaso vallivo che fronteggiava Port'Aurea; la presenza di questo monumento di valore simbolico e rappresentativo per Ravenna, infatti, può far presumere che proprio questa fosse la zona di ingresso alla città dall'acqua. L'altro settore di grande importanza era naturalmente quello gravitante intorno a Classe, che però nel I secolo d. C., all'epoca dello stanziamento della flotta voluto da Augusto, era ancora nella fase iniziale del suo sviluppo; quest'area, nella quale si concentrano la maggior parte dei ritrovamenti archeologici degli ultimi anni, si è andata progressivamente ampliando nel corso del tempo, nascendo come agglomerato di abitazioni destinate alle famiglie dei militari e diventando poi un vero e proprio centro urbano, provvisto anche di una cinta muraria. Il porto romano raggiunse la sua massima espansione nel II-III secolo d.C., ma andò incontro ad un progressivo interramento causato dalle particolari condizioni territoriali ed idrografiche dell'area ravennate e dalla mancanza di opere di dragaggio e di manutenzione, soprattutto nella parte occidentale del sistema portuale. Nel IV secolo venne riempita e poi abbandonata anche la Fossa Augusta, mentre il bacino più interno, anche se ristretto e in parte impaludato, fu ancora utilizzato per collegare la zona di Classe con il settore settentrionale della città attraverso il Padenna, ma a questo punto ormai quasi tutte le attività marittime si erano spostate nella zona meridionale di Classe. È probabile che a Ravenna esistessero altri porti, come il porto Coriandro, che forse era situato a nord-est della città, fra la stazione ferroviaria e la Rocca Brancaleone, non lontano dal Mausoleo di Teodorico proprio là dove un toponimo medievale rimanda ad una località detta "Ad Farum". Allo stato attuale delle conoscenze è comunque molto difficile riuscire a stabilire quali fossero i rapporti che intercorrevano fra il porto militare di Ravenna e gli altri di carattere commerciale, né se questi fossero collegati tra loro in qualche modo.

Una descrizione di Ravenna stilata da Giordane intorno al 550 d. C. la presenta come una città una e trina, "policentrica", dal punto di vista geografico e dal punto di vista funzionale. Ravenna è lo stato, il centro politico, amministrativo e militare, sede dell'imperatore, del re dell'Esarca bizantino; Cesarea è un sobborgo della città che, stendendosi tra Ravenna e il mare, su un dosso sabbioso, mette in collegamento Ravenna e Classe; Classe, in questo periodo, è divenuta un porto esclusivamente commerciale. Proprio la divisione territoriale e funzionale di Ravenna costituisce una prova evidente del fatto che Ravenna, Classe, Cesarea fossero le componenti di un'unica urbs, con tre centri (politico, religioso, commerciale) divisi: i primi due entro le mura, con prolungamento a Cesarea, l'ultimo a Classe.

Il mutare delle condizioni idrografiche di Ravenna segnò comunque con l'andare del tempo anche il destino del porto bizantino di Classe, sorto su quello romano. Ed è così che già nel V secolo Sidonio Apollinare documenta la situazione di dissesto idrogeologico di Ravenna: i muri cadono, le acque stagnano e le navi si arenano, mentre nel VI secolo Giordane testimonia l'esistenza di vasti orti e frutteti là dove un tempo pendevano le vele: verum de quibus non pendeant vela sed poma.